I dieci anni di Popsophia – dal 29 luglio al 1 agosto a Civitanova Marche

Nel 2011, dalla città di Civitanova nelle Marche, è partita una sfida culturale lunga un decennio. Un’operazione concettuale che è iniziata da una parola: l’ossimoro “Popsophia”, un termine che unisce due mondi apparentemente separati, quello della popular culture e quello della philosophia. È nato un movimento culturale con l’ambizione di analizzare l’immaginario contemporaneo con gli strumenti della filosofia e di contaminare la riflessione con i nuovi linguaggi di musica, cinema, teatro, sport, televisione, fiction, social media. Per festeggiare il decennale Popsophia, il festival diretto da Lucrezia Ercoli, organizza a Civitanova Marche un doppio appuntamento.

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“Dieci passi all’inferno”. Il mio nuovo libro!

DALLA QUARTA DI COPERTINA – Dieci passi nell’inferno giustizialista creato da Dante. Uno sterminato campionario di peccati e reati che ancora oggi sono punti di riferimento, nel bene e nel male, dell’immaginario collettivo e della sensibilità contemporanea. Un percorso critico nei gironi infernali che sfugge alla dicotomia tra specialismo pedante e divulgazione elogiativa che ha caratterizzato le celebrazioni del Dante/Monumento. Dieci passi nelle “vie smarrite” della Commedia come vero antidoto al sempiterno afflato moralista e ipocrita che permea il nostro senso comune. Il libro nasce dalla rubrica “La diritta via” uscita sulle pagine de “Il Riformista”.

L. Ercoli, Dieci passi all’inferno, Il lavoro editoriale, Ancona 2021.

Il libro è disponibile in tutte le librerie e gli store online. Acquistalo qui

INDICE DEL SAGGIO

INTRODUZIONE – La diritta via

ANTE INFERNO – Non ci sono più gli indifferenti di una volta 

PRIMO CERCHIO – Come sospesi in un limbo…

SECONDO CERCHIO – Tempesta d’amore  

TERZO CERCHIO – Un peccato di gola

QUARTO CERCHIO – La roba 

QUINTO CERCHIO – L’ira giusta o dell’indignazione totale

SESTO CERCHIO – Colui che leggerissimo era

SETTIMO CERCHIO – Colpevoli fino a prova contraria

OTTAVO CERCHIO – Viaggiare in una stanza  

NONO CERCHIO – Lunga vita ai traditori 

Baudelaire, nostro contemporaneo

Articolo uscito su “Il Riformista” di sabato 26 giugno. Per celebrare l’anniversario di Charles Baudelaire il tema dell’edizione pesarese di Popsophia è “Paradisi Artificiali” (il programma completo del festival si può vedere qui) – Duecento anni fa nasceva Charles Baudelaire. Un genetliaco che condivide con un altro grande scrittore della modernità e padre della letteratura francese, Gustave Flaubert, anche lui nato nel 1821. Un destino comune che si ripeterà nel 1857: Baudelaire pubblica la raccolta di poesie Les Fleurs du mal e nello stesso anno Flaubert dà alle stampe il suo capolavoro Madame Bovary. Due opere inattuali che rompono violentemente con la tradizione e che descrivono con potenza inaudita l’avvento della modernità. E per questo subiscono lo stesso destino: i libri sono condannati per immoralità e i loro autori sono trascinati in tribunale, accusati di oscenità. Flaubert viene assolto; Baudelaire, invece, condannato al pagamento di una multa salata oltre che all’epurazione di sei poesie dalla raccolta. 

Ma a duecento anni di distanza non si è spento il fuoco di quei versi. La fiamma di Baudelaire illumina la vita moderna, il suo sentire malinconico e contraddittorio è speculare al nostro. Da allora, non c’è generazione che non sia sprofondata in quel turbamento inquieto. “La mia giovinezza – nei versi della poesia Il nemico – fu soltanto una tenebrosa bufera traversata qua e là da brillanti soli”.

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Il bilancio di fine anno di Popsophia

Dicembre è il mese dei bilanci di fine anno. Il turbolento e meraviglioso 2020 di Popsophia l’ho raccontato in questa intervista uscita venerdì 4 dicembre su Cronache Maceratesi. E colgo l’occasione per ringraziare le tantissime persone che hanno lavorato tenacemente al nostro fianco perché fare cultura, realizzare eventi e aprire i teatri è l’unico modo per dare un senso a questi tempi difficili. È stato un 2020 eroico e il 2021 non ci spaventa! 

Il video riassunto di Biumor 2020

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Biumor 2020: il programma

COMUNICATO STAMPA – Biumor, la Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte, tornerà a Tolentino i prossimi 28 e 29 novembre. Organizzato dall’Associazione culturale Popsophia e promosso dall’Amministrazione Comunale di Tolentino, l’evento – trasmesso in diretta streaming dal Teatro Vaccai sui siti www.biumor.comwww.popsophia.com e sull’emittente èTV del digitale terrestre – indosserà nuove vesti con una formula che intende trasformare le sfide dell’attualità in un’occasione per reinventarsi, con un mix unico di linguaggi massmediali, lectio pop e spettacoli filosofico-musicali. Il tema di questa edizione sarà ciò che per Voltaire era “la sola cosa che mi dà un’idea dell’eternità”: la stupidità. Come nell’accezione latina, stupēre coniuga lo stupore e la non comprensione: durante le due giornate si indagherà la stupidità nei prodotti culturali della società di massa.

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Biumor 2020 – “La stupidità”

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COMUNICATO STAMPA – Il Covid non fermerà lo svolgimento di Biumor 2020, l’attesissimo appuntamento della filosofia dell’umorismo, dedicato questo anno al tema “la stupidità”. Il festival di Tolentino, promosso dall’Amministrazione Comunale ed organizzato dall’Associazione Popsophia, conserverà il programma previsto. Eventi inediti, che terranno a battesimo una formula organizzativa totalmente nuova, in grado di fronteggiare e superare le limitazioni dell’emergenza sanitaria. 

Il 28 e il 29 novembre 2020 andranno in onda i primi Philoshow Web di Popsophia: rendez-vous fortemente innovativi, registrati in diretta all’interno del meraviglioso teatro Vaccaj, che coniugheranno la magia dell’esibizione live e tutte le potenzialità del mondo televisivo e digitale. Un vero e proprio spettacolo online in esclusiva e in contemporanea sui portali web, sui canali social e sul network èTV.  

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Chiara Ferragni. Filosofia di una influencer

Dalla quarta di copertina: Chiara Ferragni rappresenta molto di più di un progetto di marketing vincente. Chiara Ferragni incarna un romanzo di formazione per nuove generazioni, immerso fino al collo nella cultura di massa e nel sistema dei consumi. Dove la crescita personale va di pari passo con la crescita del fatturato e, viceversa, il successo economico si sposa con la felice realizzazione di sé.
Una storia confortante che risponde al desiderio disperato, sopito dentro ciascuno di noi, di essere unici e riconoscibili, di lasciare un segno del mondo, di scoprire un talento in cui eccellere e per il quale avere successo ed essere, finalmente, felici.

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Adieu, Philippe!

Articolo uscito su “Il Riformista” del 3 settembre 2020 – Il dandy ha “il dono della facoltà di vedere” insieme alla “potenza di esprimere” – ha scritto Charles Baudelaire – ma è come un “sole al tramonto” perché emana un “ultimo bagliore di eroismo nei tempi della decadenza”. 

Una definizione su misura per il nostro Philippe Daverio, l’ultimo dandy di cui piangiamo oggi la scomparsa. Con i suoi panciotti policromi e il suo inconfondibile papillon, rappresentava un maestro di stile, la via eccentrica della critica d’arte nostrana, sempre attenta alla ricerca del bello ma con la capacità di raccontarlo in territori extra-accademici.   

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POPSOPHIA 2020: il primo festival italiano dopo il lockdown

IL SUCCESSO DI REALISMO VISIONARIO

RIPARTIRE DALLA CULTURA? SI PUÒ, SI DEVE
Bilancio positivo per il Festival pesarese

COMUNICATO STAMPA – “Non c’è fine. Non c’è inizio. C’è solo l’infinita passione per la vita”. Popsophia non poteva che utilizzare il pensiero di Federico Fellini per tracciare il bilancio di Realismo Visionario, la prima rassegna in Italia con pubblico dopo il Covid-19.

3 luglio - pubblico serale

In scena a Pesaro dal 2 al 5 luglio, in una città profondamente colpita dall’emergenza sanitaria, il Festival del Contemporaneo è uscito dallo storytelling asfissiante della pandemia, per tornare a dialogare dal vivo. Tutti gli ospiti hanno ragionato con lucidità e speranza sui possibili scenari che si celano nel nostro futuro.

Una partita tosta, viste le difficoltà nel garantire la giusta fruizione degli eventi nel post-coronavirus. È stata una rassegna segnata da un “regime di sanificazione”, ma è stato forse il Festival più intimo di Popsophia.

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La filosofia di Dylan Dog secondo Giulio Giorello

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Articolo in memoriam di Giulio Giorello (scomparso il 15 giugno 2020) uscito su “Il Riformista” del 27 giugno 2020 – Scoprii casualmente, dopo averlo conosciuto in un’occasione accademica durante i miei studi universitari, che quello che per me era il prof. Giorello – blasonato filosofo della scienza e stimato docente universitario – era un appassionato e onnivoro lettore dei fumetti, oltre che una persona di rara umanità e di straordinaria cultura.

Nel 2011, in occasione della prima edizione del mio festival Popsophia, lo chiamai – non senza un po’ del timore reverenziale che si ha per i veri Maestri – per invitarlo a cimentarsi in un’operazione squisitamente antiaccademica: tratteggiare un ritratto pop filosofico di quello che, per me, era il vero “pensatore del sospetto” del mondo dei fumetti nostrani, Dylan Dog. Pensavo storcesse il naso all’idea di intervenire sulla filosofia dell’indagatore dell’incubo.

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