POPSOUND a Civitanova Alta. I giovedì al Teatro Annibal Caro

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La band Factory di Popsophia 

Senza musica, la vita sarebbe un errore.
Friedrich Nietzsche

SCARICA IL PROGRAMMA – “Ci eravamo impegnati durante la passata stagione estiva a realizzare il progetto ‘Popsophia tutto l’anno’ – esordisce il sindaco Fabrizio Ciarapica – e ora arriva al Teatro Annibal Carodi Civitanova Alta, “Popsound”, l’unico festival nazionale della pop filosofia che ha al centro delle sue tematiche l’universo musicale nelle sue declinazioni migliori e immancabilmente Pop!”
Promosso dal comune di Civitanova Marche, dall’Associazione Culturale Popsophia, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, “Popsound” sarà un viaggio tra attualità e musica, guardando il mondo con gli occhiali della Filosofia.

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Quadri da ascoltare. Omaggio musicale a Ivo Pannaggi – 19 giugno a Macerata

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Martedì 19 giugno – ore 21.00
Accademia di Belle Arti di Macerata – Aula Svoboda

Quadri da ascoltare e musica da vedere
Omaggio musicale a Ivo Pannaggi

MATTEO MORETTI QUINTET
Matteo Moretti basso elettrico
Marco Pacassoni vibrafono
Giulio Vampa chitarra elettrica
Matteo Pantaleoni batteria
Pierfrancesco Ceregioli elettronica gestuale

composizioni di Matteo Moretti
interventi di Lucrezia Ercoli
letture di Pamela Olivieri
video di Riccardo Minnucci

Ingresso gratuito

Tempo e Nostalgia – Orvieto 30 novembre

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“TEMPO E NOSTALGIA”
Il philoshow di Popsophia

Palazzo Coelli (Orvieto)
Giovedì 30 novembre – ore 21.30

Il philoshow di Popsophia protagonista del festival di filosofia di Orvieto. L’Associazione Culturale Popsophia prenderà parte all’appuntamento nazionale “Orvieto in Philosophia”, il nuovo festival di filosofia in dialogo che, il 29 e 30 novembre e il 1 dicembre, porterà nella bellissima città umbra ospiti come Massimo Cacciari, Massimo Donà, Andrea Tagliapietra, Luciano Dottarelli per indagare il tema del “Tempo”.   Il festival umbro ospiterà un nuovo philoshow prodotto da Popsophia dal titolo “Tempo e nostalgia, da Federico Fellini ad Adele” che salirà sul palco dell’Auditorium del Palazzo Coelli di Orvieto giovedì 30 novembre alle ore 21.

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Philodiritto – 10 e 11 novembre a Macerata

FB_1.jpgPHILODIRITTO è un festival nazionale interamente dedicato alla “pop-filosofia del Diritto e del Crimine”, che si svolgerà il 10 e l’11 novembre a Macerata. Incontri filosofici, dibattiti giuridici, proiezioni cinematografiche e spettacoli musicali che il Comune di Macerata organizza insieme all’Associazione Popsophia con la direzione di Lucrezia Ercoli, alla Camera Penale di Macerata, al Comitato per le Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Macerata. Partner eccezionali il Consiglio Nazionale Forense e il suo quotidiano “Il Dubbio” e l’Unione Camere Penali Italiane.

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Esercizi di Popsophia – 3 novembre ad Ascoli Piceno

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Che la forza sia con te! Esercizi di Popsophia è l’ultimo libro della Direttrice Artistica di Popsophia, Lucrezia Ercoli, edito da “Il Nuovo Melangolo” (Genova, 2017). L’autrice presenterà il libro in anteprima nazionale venerdì 3 novembre alle ore 17:30 ad Ascoli Piceno presso il foyer del Teatro Ventidio Basso. Saranno presenti insieme all’autrice il sindaco di Ascoli, Guido Castelli, la direttrice dell’Ufficio Scolastico Provinciale Carla Sagretti. Al termine ci sarà la degustazione offerta dalla cantina Borgo Paglianetto.

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#sanremo2017: spettatori emancipati e cultura convergente

IMG_4816.JPGl’Unità 10/02/2017 – La pietra dello scandalo di Sanremo 2017 è stato un tweet di Caterina Balivo: l’abbigliamento di Diletta Leotta, a suo dire, non era adeguato per parlare della violazione della privacy e del cyberbullismo di cui era stata vittima. Malgrado le scuse, seguite dopo le critiche piovute dal web e dagli stessi presentatori, si è aperto un dibattito infinito, dalla libertà delle donne all’uso dei social network.

Singolare che la principale polemica che ha animato la discussione dei primi giorni del festival faccia riferimento a qualcosa che è avvenuto fuori dal programma. Le chiacchiere da bar, le battute intorno al divano di casa, i commenti acidi tra amici, inondano il web e acquistano una risonanza esplosiva, rimbalzando dalla piazza mediatica allo schermo del televisore.

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Sanremo e la pietra filosofale

LAPR1052.JPGl’Unità, 8/02/2017 – “Tutti cantano Sanremo”. Fin dallo slogan scelto per gli spot – riempiti di critiche per la loro evidente bruttezza – Sanremo torna a perturbare la cultura pop italiana (e noi, suoi improvvidi cantori).

Non sono bastate le catene di Sant’Antonio degli indignati girate vorticosamente sui social: “Boicottiamo Sanremo. Date da mangiare ai terremotati invece di sprecare i soldi pubblici per cachet milionari”. La dose di polemiche populiste, oltre a tranquillizzare la coscienza dei loro autori e a divertirci per la loro sfacciata banalità, hanno dato altra linfa vitale al programma più commentato della tv nazionale. Tante le volte in cui se ne sono cantati i funerali, altrettante le occasioni per risorgere dalle proprie ceneri, novella araba Fenice catodica.

Il suo elisir di lunga giovinezza – e l’edizione di quest’anno ne è l’ennesima e perfetta dimostrazione – è la composizione della totalità. All inclusive. Tutto e tutti dentro. Nessun escluso.

La ricerca della pietra filosofale della concordia, però, sarebbe impensabile senza l’alchimista perfetto: Carlo Conti. Il novello Pippo Baudo che unisce tradizione e innovazione, leggerezza e professionalità. O come direbbero gli sceneggiatori della serie tv “Boris”: “il peggior conservatorismo che si tinge di simpatia, di colore, di paillette”. Spalleggiato nella conduzione dalla sua nemesi silenziosa, Nostra Signora dell’auditel di Mediaset, Maria De Filippi. E anche le critiche sono state addomesticate: la De Filippi, con un coup de theatre da vera professionista del gradimento, non ha voluto alcun cachet.

Il processo di sintesi, il vero partito della Nazione, è compiuto. Il patto dell’Ariston e non del Nazareno: gli opposti – veterani e giovani turchi, conservatori e rivoluzionari, indignati e populisti – uniti perché “the show must go on”.

Per questo, chiunque voglia valutare – con il rigore del sismologo libero da pregiudizi – lo stato di salute della Penisola, non può esimersi dall’accendere la televisione. Perché? Perché Sanremo, e solo Sanremo, è il sismografo sociale perfetto, capace di registrare tutto lo sciame sismico dello spirito del nostro tempo (anche quelle scosse che preferiremmo non sentire).

D’altronde, “tutti sono cantati da Sanremo”.