LA DIRITTA VIA / 1 – Nella città dolente i peccati sono reati

LA DIRITTA VIA – La prima puntata della mia nuova rubrica uscita sabato 2 gennaio 2021 su “Il Riformista”. Una rilettura pop e garantista della Divina Commedia a settecento anni dalla morte di Dante – “Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura, / ché la diritta via era smarrita”. 

La “via diritta” che seguiremo in questa rubrica, mescolando l’immaginario dantesco con l’orizzonte culturale contemporaneo, è letteralmente la via del “diritto”. Il termine che abitualmente utilizziamo in ambito giuridico, infatti, deriva dal latino directum, “ciò che segue un movimento in linea retta”. Come suggerisce il lemma in tutte le lingue di matrice indoeuropea – l’inglese right, il tedesco recht e il francese droit – il diritto è ciò che segue un percorso rettilineo, è una strada senza curve, una via diritta senza deviazioni. 

Il diritto è la “via diritta” che si fa metafora di un comportamento conforme alle regole (morali oltre che giuridiche) che conduce alla rettitudine. 

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