EROI E SUPEREROI 24 – 25 – 26 AGOSTO al Castello della Rancia di Tolentino

Grafica 2018 - Giorgio Leggi.jpgSCARICA IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL – “Eroi e supereroi” sarà il tema dell’edizione 2018 di Biumor, il festival annuale dedicato alla filosofia dell’umorismo, realizzato da Popsophia in collaborazione con la Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte di Tolentino, che si terrà nelle giornate del 24, 25 e 26 Agosto al Castello della Rancia di Tolentino.

Continua a leggere

“Io sono Bobo” intervista a Sergio Staino

1 - domande .jpeg

Sabato 25 novembre al Cine Teatro Politeama, Sergio Staino prenderà parte alla serata conclusiva dei lavori della 29° edizione del concorso internazionale della Biennale dell’Umorismo nell’Arte, promosso dal Comune di Tolentino. Nel corso della serata tolentinate a Staino verrà consegnato lo speciale Premio alla Carriera della Biennale. Aiutati dall’intervista della direttrice artistica di Popsophia, Lucrezia Ercoli, ripercorreremo tutta la storia di una lunga carriera artistica, tra satira politica e fumetti.

Continua a leggere

#sanremo2017: spettatori emancipati e cultura convergente

IMG_4816.JPGl’Unità 10/02/2017 – La pietra dello scandalo di Sanremo 2017 è stato un tweet di Caterina Balivo: l’abbigliamento di Diletta Leotta, a suo dire, non era adeguato per parlare della violazione della privacy e del cyberbullismo di cui era stata vittima. Malgrado le scuse, seguite dopo le critiche piovute dal web e dagli stessi presentatori, si è aperto un dibattito infinito, dalla libertà delle donne all’uso dei social network.

Singolare che la principale polemica che ha animato la discussione dei primi giorni del festival faccia riferimento a qualcosa che è avvenuto fuori dal programma. Le chiacchiere da bar, le battute intorno al divano di casa, i commenti acidi tra amici, inondano il web e acquistano una risonanza esplosiva, rimbalzando dalla piazza mediatica allo schermo del televisore.

Continua a leggere

Elogio del buonumore e buoni propositi per il 2017

La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno
è di essere di buonumore.
Voltaire 

586b671ccae43.pngArticolo apparso su l’Unità del 3 gennaio 2017.
Conservare il buon umore
. In tempi attraversati da conflitti insanabili, il buonumore accomuna Renzi ai tormenti del Youg Pope e svetta in cima ai buoni propositi per il nuovo anno. Ma il buonumore, oggi, è merce rara.

La satira dei nostri tempi bui, infatti, si è spesso trasformata in mero sarcasmo fondato sul dileggio e sull’offesa. L’ironia si è deformata in caustica derisione che disprezza ostentatamente l’oggetto di cui si occupa, in ghigno corrosivo incapace di nascondere l’odio settario di chi si prende troppo sul serio. Una risata, questa, che sfocia immancabilmente in un dilagante malumore. L’anticamera dell’indignazione e dell’antipolitica. La sarcastica denuncia del malaffare, infatti, si limita a proclamare il ruolo salvifico del comico, ad autoeleggersi giudice morale dei tempi.

“Il malumore – scrive, con incredibile modernità, Shaftesbury nella sua famosa Lettera sull’entusiasmo datata 1707 – induce un uomo a pensare seriamente che il mondo sia governato da una potenza diabolica e che ridere equivalga a una blasfemia”. Al malumore del fanatico bisogna rispondere con il gioioso buonumore di chi si prende poco sul serio. Alla risata aggressiva, reazione ferina simile a quella dell’animale che digrigna i denti per difendersi, si deve contrapporre una risata socievole, che conservi il segreto della sua libertà. Soltanto il buonumore, conclude Shaftesbury, è capace di sconfiggere l’intolleranza. Soltanto la “presa in giro”, la “libertà di canzonare senza offendere” può annientare definitivamente il fanatismo. Continua a leggere

Checco Zalone e l’Italia barbara

Articolo apparso su l’Unità del 30/12/2015

27217-1-.jpg

Ridere e far ridere è un’attività molto seria che merita quella considerazione su cui la cultura italiana rimane ancora reticente. “Analizzare la comicità è come dissezionare una rana. Interessa a poche persone, e la rana muore”. Fuor di metafora: non appena si tenta di interpretare ciò che il riso rappresenta per la condizione umana, questo scompare. O peggio: riflettere sulla comicità rende tristi e malinconici.

Continua a leggere