“Dieci passi all’inferno”. Il mio nuovo libro!

DALLA QUARTA DI COPERTINA – Dieci passi nell’inferno giustizialista creato da Dante. Uno sterminato campionario di peccati e reati che ancora oggi sono punti di riferimento, nel bene e nel male, dell’immaginario collettivo e della sensibilità contemporanea. Un percorso critico nei gironi infernali che sfugge alla dicotomia tra specialismo pedante e divulgazione elogiativa che ha caratterizzato le celebrazioni del Dante/Monumento. Dieci passi nelle “vie smarrite” della Commedia come vero antidoto al sempiterno afflato moralista e ipocrita che permea il nostro senso comune. Il libro nasce dalla rubrica “La diritta via” uscita sulle pagine de “Il Riformista”.

L. Ercoli, Dieci passi all’inferno, Il lavoro editoriale, Ancona 2021.

Il libro è disponibile in tutte le librerie e gli store online. Acquistalo qui

INDICE DEL SAGGIO

INTRODUZIONE – La diritta via

ANTE INFERNO – Non ci sono più gli indifferenti di una volta 

PRIMO CERCHIO – Come sospesi in un limbo…

SECONDO CERCHIO – Tempesta d’amore  

TERZO CERCHIO – Un peccato di gola

QUARTO CERCHIO – La roba 

QUINTO CERCHIO – L’ira giusta o dell’indignazione totale

SESTO CERCHIO – Colui che leggerissimo era

SETTIMO CERCHIO – Colpevoli fino a prova contraria

OTTAVO CERCHIO – Viaggiare in una stanza  

NONO CERCHIO – Lunga vita ai traditori 

LA DIRITTA VIA 9 / La selva dei suicidi

Canto XIII, illustrazione di Gustave Doré

Nona puntata della mia rubrica “La diritta via”, l’articolo è uscito su “Il Riformista” di sabato 24 aprile – Dante e Virgilio si trovano in un bosco che “da neun sentiero era segnato”. I due poeti si addentrano in una selva dove gli alberi sono di “color fosco”, con rami “nodosi e ‘nvolti”. Una foresta buia, senza fiori e senza foglie, piena di “aspri sterpi” di spine velenose. 

Siamo nel settimo cerchio dell’inferno, quello dove sono confinati i violenti. All’inizio del canto XIII, il centauro Nesso ha condotto Dante al di là del fiume Flegetonte, il fiume di sangue del primo girone, dove erano immersi gli assassini, coloro che hanno compiuto violenza contro gli altri, tormentati dalle frecce dei centauri. 

Ora si apre lo scenario da incubo del secondo girone, destinato a coloro che hanno fatto violenza contro se stessi. Siamo nella selva dei suicidi. Sui occidio, letteralmente “uccisione di se stessi”. Il termine, malgrado le apparenze, non esiste nel latino classico.

Continua a leggere

LA DIRITTA VIA 8 / Le tombe degli epicurei

Les Alyscamps di Van Gogh

Ottava puntata della mia rubrica “La diritta via”, l’articolo è uscito su “Il Riformista” di giovedì 7 aprile – Varcata la soglia della città di Dite, si apre una “grande campagna”. Una pianura desolata e spettrale, “piena di duolo e di tormento”. Una terra disseminata di “sepulcri”. Un immenso cimitero, una città dei morti medievale. Stile Les Alyscamps, prototipo insuperabile della necropoli che ci portiamo dentro. 

“Tutti li lor coperchi erano sospesi”. Dai sepolcri escono “sì duri lamenti, che ben parean di miseri e d’offesi”. Sono i “sospiri dolenti” de “li eresiarche con lor seguaci, d’ogne setta”.

Nelle arche fiammeggianti giacciono gli eretici, “Tra li avelli fiamme erano sparte”. Spiriti ardenti in vita che, per contrappasso, ardono anche da morti. E non poteva essere diversamente visto che molti di loro erano stati arsi vivi nelle pubbliche piazze dalla furia dell’ortodossia religiosa. 

L’eresia è l’ombra di Banco del sapere cattolico. L’insopprimibile critica delle dottrine teologiche, che periodicamente rimette in discussione i testi sacri. Dante non parla di Catari e di Valdesi ben presenti nella Firenze del suo tempo, ma appena può esalta San Domenico (canto XII del Paradiso che “ne li sterpi eretici percosse”) e si ripara dalla temibile inquisizione domenicana.

Continua a leggere