Curzio Malaparte e l’estetica della crudeltà

Martedì 13 novembre 2018 – ore 17.30
Ridotto del Teatro Civico di Tortona – Via Ammiraglio Mirabello 1 – Tortona

Curzio Malaparte e l’estetica della crudeltà

con Lucrezia Ercoli

Locandina Classici filosofia (2018)(1).jpg

Martedì 13 Novembre alle 17,30, nel ridotto del Civico, all’interno del ciclo di lezioni dedicato ai classici della filosofia, organizzato dal Gruppo di ricerca Chora, e dedicato quest’anno a personaggi del pensiero contemporaneo, che, per le posizioni in controtendenza che assunsero, furono ai loro tempi considerati «intellettuali maledetti». Lucrezia Ercoli parlerà sul tema «Curzio Malaparte e l’estetica della crudeltà».

Libero in prigione

Schermata 2017-06-06 alle 12.31.05.pngQuest’anno ricorre il 60° anniversario della morte di Curzio Malaparte. Per l’occasione pubblico l’introduzione del mio “Philosophe malgré soi. Curzio Malaparte e il suo doppio”, il saggio che nel 2011 ho dedicato al geniale e camaleontico scrittore toscano (il libro integrale si può acquistare qui). Parlerò dell’eccentrica filosofia di questo scrittore maledetto venerdì 16 giugno 2017, al palazzo Datini di Prato, la sua città natale (tutte le info qui).

Continua a leggere

La filosofia di Curzio Malaparte

 PRATO – Palazzo Datini |VENERDì 16 GIUGNO – ore 21

Schermata 2017-06-02 alle 08.22.54.pngLibero in prigione.
La filosofia di Malaparte

con Lucrezia Ercoli, docente dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e direttrice del Festival “Popsophia”

Nel suo libro Philosophe malgré soi. Curzio Malaparte e il suo doppio (Edilet, 2011), Lucrezia Ercoli ha ricostruito la filosofia implicita nell’opera letteraria di Malaparte. Lo scrittore pratese ha tratteggiato una visione del mondo e una concezione della vita tese a mostrare la realtà duplice e ambigua della sua epoca. Un pensatore camaleontico capace di contenere tutte le inquietudini filosofiche del primo Novecento.

Checco Zalone e l’Italia barbara

Articolo apparso su l’Unità del 30/12/2015

27217-1-.jpg

Ridere e far ridere è un’attività molto seria che merita quella considerazione su cui la cultura italiana rimane ancora reticente. “Analizzare la comicità è come dissezionare una rana. Interessa a poche persone, e la rana muore”. Fuor di metafora: non appena si tenta di interpretare ciò che il riso rappresenta per la condizione umana, questo scompare. O peggio: riflettere sulla comicità rende tristi e malinconici.

Continua a leggere