Appunti dalla catastrofe – nona puntata

Nona puntata della mia rubrica “Appunti dalla catastrofe” sulle pagine del quotidiano “Il Riformista”. L’articolo di martedì 26 maggio

“Credo che la vita ci sembrerebbe improvvisamente deliziosa, se fossimo minacciati dalla morte come voi dite. Pensate, in effetti, quanti progetti, viaggi, amori, studi, lei – la nostra vita – tiene in stato di dissoluzione, invisibili alla nostra pigrizia che, sicura del futuro, li rimanda senza tregua. Ma se tutto questo rischia di essere per sempre impossibile, come ridiventerebbe bello! Ah! Se solo il cataclisma per questa volta non avesse luogo, non mancheremo di visitare le nuove sale del Louvre, di gettarci ai piedi della signorina X, di visitare le Indie”. 

Con queste parole Proust risponde alla domanda posta dal quotidiano francese “L’intransigeant” nell’agosto del 1922: : “Uno scienziato americano annuncia la fine del mondo, o almeno la distruzione di una così vasta parte dei continenti, e in maniera così improvvisa, da rendere certa la morte per milioni di esseri umani. Se questa divenisse certezza, quali ne sarebbero, a parte il vostro, gli effetti sull’attività degli uomini tra il momento dell’acquisizione di tale certezza e il minuto del cataclisma? Infine, quanto a voi personalmente, che cosa fareste prima dell’ultima ora?”

Appunti dalla catastrofe – prima puntata

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Il naufragio della speranza (il mare di ghiaccio) di Caspar David Friedrich

E subito riprende
Il viaggio
Come
Dopo il naufragio
Un superstite
Lupo di mare.

Giuseppe Ungaretti, Allegria di naufragi

La prima puntata della mia rubrica “Appunti sulla catastrofe” sulle pagine del quotidiano “Il Riformista” durante i giorni della quarantena per l’emergenza COVID-19 – Allegria di naufragi. Il titolo di questa meravigliosa poesia di Giuseppe Ungaretti diventa monito per affrontare questi giorni difficili. Il poeta scrive i versi dopo gli anni terribili della Prima Guerra Mondiale: il superstite, come un lupo di mare, è pronto a riprendere il viaggio, perché scopre un’istintiva allegria e un’inaspettata vitalità proprio nei giorni disperati della catastrofe.

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Crollano le certezze. Filosofia della catastrofe da Lisbona alle Marche

Editoriale uscito sulla prima pagina de l’Unità di martedì 1 novembre 2016

“Dapprima s’udì provenire dalle viscere della terra un rombo come di tuono, subito dopo una violenta scossa abbatté gran parte della città”. Queste parole potrebbero riferirsi al devastante terremoto che ha colpito il centro Italia la mattina del 30 ottobre. In realtà si riferiscono a uno degli eventi più tragici e traumatici di tutta la storia europea: il terremoto di Lisbona avvenuto il primo novembre del 1755.

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Il devastante terremoto di Lisbona nel 1755

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